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Come scrivere un’intervista

La realizzazione di un’intervista richiede cura e attenzione: una volta individuata la persona con cui dialogare, infatti, è necessario preparare ogni dettaglio per avere la certezza di realizzare un articolo perfetto. Occorre, per esempio, capire quali potrebbero essere i punti di forza di questa intervista: a tale scopo è utile concentrarsi sul profilo della persona, cercando di studiare le sue competenze.

Perché scrivere un’intervista

La pubblicazione di un’intervista è un’arma molto preziosa per chi fa blogging, a condizione che essa sia in grado di conquistare la curiosità del pubblico e si riveli efficace. Le interviste spesso permettono di compiere un salto di qualità nell’universo del blogging: un blog può ottenere vantaggi significativi e benefici concreti dalle interviste, ed è questo il motivo per il quale tali contenuti dovrebbero essere sempre aggiunti tra i titoli che si inseriscono in un calendario editoriale. I motivi per cui conviene ricorrere alle interviste sono diversi: in primis perché in questo modo si ha l’opportunità di diversificare le tipologie di testo che vengono pubblicate, a vantaggio di un complessivo miglioramento dell’offerta. Inoltre, l’intervista permette di raggiungere il pubblico di follower del soggetto intervistato, che con buona probabilità pubblicizzerà il post del blog sui propri profili social. Ma non è tutto, perché un punto di vista esterno è utile anche per regalare ai lettori una prospettiva differente rispetto a quella a cui sono abituati.

Chi intervistare

Non esiste un profilo univoco del candidato ideale, poiché molto dipende dall’obiettivo che ci si propone di raggiungere. Certo è che è fondamentale identificare le persone giuste da intervistare. Una ricerca su Google può sempre servire, ma perché non interpellare i propri follower su Facebook o su Instagram? Il lavoro di blogger outreach è sempre importante. Due sono i parametri a cui si deve far riferimento per individuare soggetti adatti: trend topic e continuità del lavoro. È opportuno, infatti, intervistare persone che siano in grado di distinguersi nel tempo e che sono esperte in un certo settore.

Non c’è nulla di male nel dare un occhio a come si comportano gli altri blogger, anche perché esistono diversi tool creati proprio per questo: uno dei più famosi è Google Alert, ma ci sono anche Semrush, Mention e Followerwonk. Nel novero dei soggetti papabili per un’intervista, poi, ci sono coloro che fino a poco tempo prima erano emeriti sconosciuti e che all’improvviso hanno raggiunto la fama per uno specifico merito. Una soluzione alternativa, infine, è quella che prevede di coinvolgere dei talenti sconosciuti, che meritano la ribalta anche se fino ad ora nessuno li ha presi in considerazione.

Guida alla stesura dell’intervista

Per la creazione dell’intervista c’è bisogno di una pianificazione accurata: è necessario progettare una struttura, in modo che si possa procedere sulla base di un ordine specifico. Non esiste giornalista o web writer che non faccia riferimento a questo schema. Prima di tutto si deve cominciare con una introduzione che permetta di far conoscere il soggetto intervistato e di affrontare il topic, con tanto di link e immagini che conducono a social e siti ufficiali. Per quanto riguarda le domande vere e proprie, è essenziale che non ci siano filtri né censure.

Mai andare fuori tema

Scrivere un’intervista è più difficile che redigere un articolo tradizionale, perché in questo caso è necessario tenere sotto controllo – se così si può dire – un’altra persona, evitando che vada fuori tema. Chiaramente, gli aspetti a cui pensare sono numerosi: i link interni, la formattazione, la punteggiatura, la sintassi, la grammatica, e così via. Per far sì che la user experience sia la migliore possibile, poi, ci si deve concentrare sulla leggibilità. Infine, c’è da badare alla Seo, e quindi ai tag title, ai tag heading, all’ottimizzazione delle immagini, alla URL e alla meta description.

La scelta delle domande

Come è ovvio, il buon esito di una intervista dipende dalla qualità delle domande che vengono poste. Identificare un punto focale è un ottimo passo da questo punto di vista. Il consiglio è di non accontentarsi di risposte preconfezionate o di frasi di circostanza, ma di puntare su opinioni inattese o addirittura su verità scomode. Nel caso in cui si invii alla persona una mail di richiesta, può essere utile fornire in allegato dei link che permettano di capire quali aspettative si hanno.

Non si può stabilire a priori un criterio univoco da adottare per le domande da porre in un’intervista, in quanto tutto dipende dal tono dell’articolo che si ha intenzione di scrivere. Certo è che sarebbe sempre preferibile iniziare con una presentazione del soggetto. Il numero delle domande non deve essere eccessivo, perché in questo modo si correrebbe il pericolo di annoiare il lettore. Semplificare è un’arte che bisogna imparare, proprio come la sintesi: viva la brevità, insomma, perché è sinonimo di chiarezza.

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