Connect
To Top

Online: una sola parola, tanti concetti

La proliferazione della digitalizzazione ha investito tutti i settori dell’economia, dall’artigianato alla grande distribuzione, senza escludere la formazione accademica e professionale, fino a toccare anche altri aspetti. Vediamo quali sono anche le tendenze d’acquisto nel 2020 in Italia.

Shopping online: boom di attrezzi sportivi e corsi online

L’Italia, soprattutto negli ultimi 10 anni, ha visto un aumento considerevole della spesa media su siti di shopping online, in particolare grazie alla nascita di piattaforme come Amazon e altri siti di e-commerce che hanno pian piano acquisito la fiducia dei consumatori. Sicuramente uno dei fattori che ha inciso sulla proliferazione degli acquisti digitali è proprio la fiducia degli acquirenti nei confronti della “grande macchina” della vendita online. Vista come qualcosa che faceva storcere il naso solo fino a pochi anni fa, è finalmente diventata pratica comune grazie ai sistemi di sicurezza crittografati e ai sistemi di pagamento sicuri come Paypal o Stripe, hanno definitivamente “convinto” l’utenza media. Fino a pochi anni fa, il trend delle transazioni economiche digitali riguardava principalmente siti attivi sulle quote di scommesse online, giochi online come Poker, Casinò e videogiochi e professionisti altamente specializzati, operanti principalmente nel campo della finanza, delle assicurazioni e della pubblicità, in particolare con le cosiddette “call to action”. Da recenti statistiche, facilitate dall’impossibilità di uscire di casa per attività non ritenute necessarie, si evince che la tendenza degli acquisti sul territorio italiano è verso la cura di sé: sono aumentati nettamente, infatti, gli acquisti di prodotti di bellezza, che vedono un picco del 62%, e di elettrodomestici per la cura del corpo, incrementati del 39%. Altro dato che enfatizza un’attenzione legata alla cura del proprio benessere psico-fisico è l’aumento netto, come ci dimostra Ebay, di attrezzi e strumenti per la cultura fisica, l’esercizio e l’allenamento, pratiche importanti quando si è costretti in casa.

Non solo attrezzi e oggettistica, anche l’abbigliamento acquisisce fiducia

Chi pensa che gli acquisti online siano destinati soltanto a determinate categorie di prodotti si sbaglia di grosso, soprattutto negli ultimi dieci anni. La nostra nazione è patria della moda e dello stile, l’attenzione che riponiamo nei capi e nei dettagli relativi al look è forse tra le maggiori esistenti, ma cresce sempre di più l’utenza italiana che si affida ad acquisti di prodotti di abbigliamento online e questa tendenza sta cambiando la natura stessa di negozi e “store” di indumenti. Non sono rari i negozi specializzati in abbigliamento, scarpe e vestiario ad aver capito l’andamento della nuova economia 4.0 e aver creato per tempo delle proprie piattaforme per la vendita dei propri prodotti online. Piccoli o grandi che siano, i negozi di abbigliamento si sono resi conto dell’importanza di avere una “doppia” reputazione, sia fisica, sia online. Non è raro, infatti, che un potenziale acquirente si rechi in negozio per “provare” e testare un determinato capo per poi effettuare successivamente l’acquisto online, riducendo notevolmente il costo della spesa e destinando il ruolo del negozio fisico a mero “camerino” di prova. Grazie o a causa di queste nuove tendenze, molti negozi hanno dovuto rivoluzionare il loro modo di concepire il commercio, arrivando a aggiungere servizi di consulenza alla semplice vendita o rivolgendosi a specialisti della comunicazione e della pubblicità, alimentando la nascita di nuove professioni legate a quest’indotto.

Le professioni 4.0 legate all’e-commerce

Come anticipato, quando avviene una rivoluzione c’è sempre un “effetto farfalla” che tocca in maniera più o meno influente tutti i settori, dalla micro alla macro economia, dal giovane all’anziano. Successe esattamente così quando all’epoca della prima rivoluzione industriale con l’introduzione delle macchine a vapore e la conseguente divisione della popolazione in classi di lavoro. Allo stesso modo, la seconda rivoluzione industriale, che portò alla diffusione dell’energia elettrica, cambiò usi e costumi di gran parte del mondo che poteva accedere a questo “lusso”. La terza rivoluzione, quella informatica e atomica, è genitrice diretta di quella successiva, ovvero il periodo in cui stiamo vivendo, denominata “rivoluzione 4.0” e caratterizzata dall’automazione, dall’intelligenza artificiale, dal mondo interconnesso e dai Big Data. Vien da sé, che tale stravolgimento abbia dato il via alla nascita e proliferazione di figure lavorative completamente sconosciute fino a pochissimi anni fa, in particolare in Italia. Questo è il momento storico dei social media manager, dei web developer e dei digital strategist, tre fra le decine di nuovi ruoli legati al mondo digitale. Non soltanto sono nati veri e propri nuovi “lavori”, ma è cambiato anche il modo di erogare questi servizi: l’espressione “smart working” ha preso sempre più piede e a tutti gli effetti fa parte del nostro glossario moderno.

Indubbiamente chi non era preparato a questa transizione si è trovato spiazzato, se si pensa che solo cinque anni fa veniva utilizzato il fax per inviare comunicazioni importanti, mentre ora si parla di PEC e firme digitali. Siamo sicuri che il governo italiano appronterà misure e direttive per far compiere alla nostra nazione questo salto nella rivoluzione 4.0 nella maniera più “smart”, appunto, possibile.

More in Business