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Cosa sono le call to action

Quando parliamo di Call to Action, ci riferiamo all’esortazione a compiere una precisa azione che può trattarsi, ad esempio, di mandare un messaggio sfruttando un widget o un bottone o di iscriversi e si tratta di uno degli elementi principali nelle campagne di marketing.

La Call to action primaria e secondaria

Parlando di call to action indichiamo l’elemento principale di una campagna di inbound marketing, ovvero alludiamo a quel passaggio dal rimbalzo alla conversione. Si tratta del messaggio univoco che incentiva a compiere un’azione passando attraverso l’uso di un bottone da cliccare o di una visual che attira l’attenzione.

Per essere efficace, la call to action necessita di contenuti coinvolgenti e attrattivi, tali da essere considerati un valore aggiunto per l’utente.

La call to action primaria è presente in tutti i siti e si tratta dell’invito alla registrazione, alla sottoscrizione di un abbonamento, all’acquisto di beni o servizi, ecc…La call to action secondaria riguarda azioni come l’invio di una newsletter, il sollecito a seguire un marchio o a condividere contenuti sui profili social media. A differenza della prima, la seconda è caratterizzata dalla presenza di un testo e non di un bottone: le due call to action si fondono armoniosamente, permettendo all’utente di navigare tranquillamente e all’azienda di avere un supporto nel raggiungimento dei suoi obbiettivi.

Costruzione e posizionamento di una call to action

La call to action è strutturata su due parti impattanti nella conversione dei lead e sono la visual e la copy.

Una call to action efficace necessita di una parte essenziale come il visual e si tratta, ad esempio, di forme originali, frecce, bottoni ecc…le quali hanno il potere di attirare l’attenzione degli utenti e di convertirli. Gli elementi visual sono posizionati in modo strategico tale da non forzare le persone, ma al contrario di stimolarle a usarlo per ottenere qualcosa di estremamente benefico per loro.

La copy è invece una call to action caratterizzata da un testo chiaro, breve e accattivante; attraverso di essa una persona comprende il beneficio che gli arrecherà il compiere quell’azione. Se una persona si domanda perché dovrebbe cliccare il bottone, una copy ben fatta glielo spiegherà, anticipando cosa accadrà dopo averlo fatto.

Per capire quali sono le call to action più efficaci occorre badare al loro posizionamento; risulta infatti che ci sia un nesso tra la complessità dell’offerta e il posizionamento del bottone. Se il prodotto o il bene sono correlati da un’offerta di facile comprensione, la call to action è maggiormente efficace quando è “above the fold” e viceversa, se la scelta richiede un pensiero ragionato, è meglio se compare “below the fold”.

Quando si mette in campo una strategia di inbound marketing, la regola è comunque quella di sperimentare e verificare, mutando i posizionamenti, testando visual e copy per capire quale combinazione risulti essere più efficace in quel contesto.

Tipi di call to action

Quando useremo un qualsiasi strumento per fare marketing, sarà sempre prevista una call to action, come ad esempio, nelle landing page, dove il semplice utente che legge può essere convertito in un potenziale cliente. La persona che atterra sulla landing page compirà infatti un’azione attraverso la call to action che lo rimanderà a una “Thank You Page” e otterrà ciò che ha richiesto. Perché il riscontro sia assicurato, la grafica e i testi dovranno essere affascinanti: i testi devono essere brevi, semplici e posti in modo da fare dei test.

Quando la call to action è inserita in un sito web, potrà essere testuale e quindi andrà inserita nel corpo del sito stesso (invito a cliccare) oppure apparirà come un invito a iscriversi alle newsletter o a commentare e in tal caso, si troverà alla fine sotto forma banner o slide in.

Esistono inoltre le “Social Call To Action”: sono presenti sui siti ma anche e soprattutto sui social media e il loro scopo è esclusivamente quello di stimolare azioni che portano visibilità, come l’invito a commentare, a mettere i Like o a retwittare.

Alcuni esempi di call to action

Le call to action devono essere scelte in base all’esigenza e solitamente le tendenze sono quelle che sollecitano all’acquisto e alla registrazione e quelle con effetto sorpresa che mirano a incuriosire e a stupire l’utente con espressioni originali.

Le piattaforme dedicate al commercio online, come gli e-commerce, sono quelle che maggiormente sfruttato la formula di call to action “acquista ora” che si trovano alla fine, sotto il carrello per gli acquisti. Le aziende maggiori, come Amazon, invitano a inserire il prodotto nel carrello e a comprare subito, tramite registrazione dati.

Un’altra call to action molto utilizzata è quella che invita ad approfondire l’articolo e le troviamo soprattutto nei blog; si tratta di uno stimolo a proseguire nella lettura o a scoprire di più su quell’argomento. Questa azione è stimolata attraverso la presenza di landing page, che sono usate per visionare l’intera descrizione e le condizioni di vendita o di banner.

Esistono infine delle landing page o banner usati nel settore editoriale e solitamente invitano alla registrazione o all’iscrizione: si trovano alla fine, sotto forma di form da compilare e incentivano a registrarsi o a ricevere le newsletter.

I brand più originali hanno trovato delle alternative semplici ma accattivanti, sostituendo, ad esempio, la dicitura “Aggiungi al carrello” con “Lo voglio”, oppure, sostituendo il classico invito a cliccare per scoprire di più con un entusiasmante “Join the Revolution”, rendendo l’utente partecipe della rivoluzione tecnologica in atto.

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