{"id":3597,"date":"2026-11-04T11:11:48","date_gmt":"2026-11-04T10:11:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scrivimi.net\/home\/?p=3597"},"modified":"2026-11-04T10:06:11","modified_gmt":"2026-11-04T09:06:11","slug":"comunicazione-pagamenti-sepa-studio-bce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scrivimi.net\/home\/comunicazione-marketing\/comunicazione-pagamenti-sepa-studio-bce\/","title":{"rendered":"Pagamenti SEPA, la BCE segnala un divario tra diffusione del sistema e conoscenza dei cittadini europei"},"content":{"rendered":"<p>Meno del 40% dei consumatori nei Paesi esaminati da una recente indagine europea dichiara di aver sentito parlare di SEPA, il sistema che permette di effettuare pagamenti in euro attraverso regole condivise tra 41 Paesi. Il dato emerge dall'analisi pubblicata il 3 novembre 2026 sul blog della Banca centrale europea, intitolata <em>SEPA: Europe's unsung hero<\/em>, firmata da Elisabeth Beckmann, Justus Meyer e Katharina Allinger.<\/p>\n<p>La ricerca mette in evidenza una contraddizione: uno degli strumenti pi\u00f9 importanti per l'integrazione finanziaria europea rimane poco riconoscibile proprio tra le persone che potrebbero beneficiarne. Molti cittadini utilizzano servizi bancari basati sugli standard SEPA senza conoscere il significato della sigla. Altri continuano a trasferire denaro attraverso canali alternativi, talvolta sensibilmente pi\u00f9 costosi.<\/p>\n<p>Il problema riguarda quindi anche la <strong>comunicazione dei pagamenti SEPA<\/strong>, soprattutto nei trasferimenti internazionali effettuati dalle famiglie. La disponibilit\u00e0 tecnica di un servizio non garantisce che gli utenti sappiano riconoscerlo, confrontarne i costi o valutarne la convenienza rispetto alle alternative.<\/p>\n<h2>Che cosa rivela l'indagine sulla conoscenza dei pagamenti europei<\/h2>\n<p>L'analisi della BCE utilizza i risultati dell'OeNB Euro Survey, l'indagine condotta dalla banca centrale austriaca sulle abitudini finanziarie delle famiglie dell'Europa centrale, orientale e sudorientale.<\/p>\n<p>La rilevazione sulla conoscenza di SEPA riguarda Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia. L'esame dei canali utilizzati per ricevere rimesse si concentra invece su sei Paesi: Bulgaria, Romania, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia.<\/p>\n<p>Questa distinzione \u00e8 necessaria per interpretare correttamente i risultati. Il dato relativo alla conoscenza di SEPA non rappresenta una percentuale riferita all'intera popolazione europea, ma ai consumatori dei Paesi considerati dalla ricerca.<\/p>\n<p>L'indicazione pi\u00f9 significativa riguarda la scarsa familiarit\u00e0 con il sistema, indipendentemente dalla durata della partecipazione del Paese all'area SEPA. Secondo gli autori, la maggiore anzianit\u00e0 di adesione non sembra tradursi automaticamente in una conoscenza pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n<p>La ricerca evidenzia anche una relazione con le condizioni socioeconomiche. Le persone con redditi pi\u00f9 elevati, livelli di istruzione superiori e maggiore alfabetizzazione finanziaria mostrano generalmente una conoscenza pi\u00f9 alta degli strumenti di pagamento europei.<\/p>\n<p>In particolare, <strong>i consumatori con istruzione terziaria presentano una probabilit\u00e0 di aver sentito parlare di SEPA superiore di circa 17 punti percentuali rispetto a quelli con istruzione primaria<\/strong>, secondo le stime riportate nell'analisi.<\/p>\n<p>Un confronto particolarmente significativo riguarda le criptovalute. Nei Paesi esaminati, la conoscenza di questi strumenti risulta superiore a quella di SEPA, nonostante il possesso effettivo di cripto-attivit\u00e0 rimanga limitato. La quota pi\u00f9 elevata di possessori rilevata nell'indagine raggiunge il 6%.<\/p>\n<p>Il confronto non dimostra che la maggiore notoriet\u00e0 delle criptovalute determini un loro utilizzo pi\u00f9 intenso. Segnala piuttosto una distanza tra la visibilit\u00e0 pubblica attribuita a determinati strumenti finanziari e l'effettiva rilevanza dei servizi utilizzati quotidianamente dalle famiglie.<\/p>\n<h2>Il costo della scarsa informazione nei trasferimenti internazionali<\/h2>\n<p>Le conseguenze economiche della limitata conoscenza dei pagamenti SEPA emergono soprattutto nell'analisi delle rimesse, ossia del denaro inviato da lavoratori e residenti all'estero verso familiari o altri destinatari nel Paese d'origine.<\/p>\n<p>Nei sei Paesi esaminati per questa parte della ricerca, circa un terzo dei destinatari riceve denaro contante attraverso parenti o amici, mentre un'altra quota di dimensioni analoghe utilizza operatori specializzati nel trasferimento fisico di denaro.<\/p>\n<p>Le differenze nazionali sono rilevanti. In Albania, oltre la met\u00e0 dei destinatari di rimesse ricorre a operatori di trasferimento monetario. In Bulgaria il sistema bancario \u00e8 maggiormente utilizzato, ma gli operatori alternativi continuano a mantenere un ruolo importante.<\/p>\n<p>L'entit\u00e0 dei flussi rende il fenomeno economicamente significativo. Secondo i dati richiamati dalla BCE, le rimesse in entrata superano i 2,5 miliardi di euro in Albania, dove rappresentano circa l'8,4% del prodotto interno lordo. In Bulgaria raggiungono quasi 3 miliardi di euro, con un'incidenza sul PIL pari al 2,1%.<\/p>\n<p>Anche i costi dei trasferimenti variano considerevolmente.<\/p>\n<p>Le elaborazioni basate sul database <em>Remittance Prices Worldwide<\/em> della Banca mondiale indicano che, nei corridoi di pagamento analizzati, i servizi che prevedono versamento e ritiro in contanti applicano generalmente commissioni comprese tra il 6% e il 12%. I trasferimenti digitali effettuati attraverso operatori non bancari possono presentare costi compresi tra l'1,5% e il 4,5%.<\/p>\n<p>Questi intervalli derivano dall'esame di specifici collegamenti internazionali, tra cui Germania-Bulgaria, Spagna-Romania e Italia-Albania, con riferimento al terzo trimestre 2025. Non costituiscono tariffe valide per tutti gli operatori o per qualsiasi destinazione.<\/p>\n<p>La BCE osserva che, per uno stesso trasferimento, la differenza tra i costi dei diversi canali pu\u00f2 superare dieci punti percentuali.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo terreno che la <strong>comunicazione dei pagamenti SEPA<\/strong> assume un'importanza concreta. Un utente che non conosce l'esistenza di un bonifico europeo disponibile attraverso il proprio conto potrebbe continuare a utilizzare un servizio pi\u00f9 oneroso, senza avere gli elementi necessari per effettuare un confronto.<\/p>\n<p>L'indagine, tuttavia, non dimostra che la scarsa conoscenza sia la causa diretta di ogni scelta di pagamento. Gli autori precisano che le evidenze raccolte non consentono di stabilire quanto cambierebbero le abitudini degli utenti in seguito a una maggiore informazione.<\/p>\n<h2>SEPA non significa automaticamente bonifici gratuiti<\/h2>\n<p>Una delle principali difficolt\u00e0 nella comunicazione dei servizi europei riguarda la distinzione tra disponibilit\u00e0 dello strumento, condizioni economiche e regole applicabili.<\/p>\n<p>SEPA, acronimo di <em>Single Euro Payments Area<\/em>, identifica l'area unica dei pagamenti in euro. Il sistema utilizza standard tecnici e regole condivise per rendere i trasferimenti tra conti di Paesi partecipanti comparabili a quelli nazionali.<\/p>\n<p>La sua area geografica comprende 41 Paesi, inclusi Stati che non appartengono all'Unione europea o che non utilizzano l'euro come valuta nazionale.<\/p>\n<p>Le regole comuni disciplinano diversi strumenti, tra cui i bonifici ordinari, quelli istantanei e gli addebiti diretti. Tuttavia, l'appartenenza geografica a SEPA non comporta automaticamente che ogni banca o prestatore di servizi di pagamento sia gi\u00e0 operativo per tutti gli strumenti.<\/p>\n<p>La BCE ricorda che Albania e Macedonia del Nord sono entrate nell'area geografica SEPA nel 2024, mentre la Serbia vi ha aderito nel 2025. La Bosnia-Erzegovina ha presentato domanda di adesione nell'agosto 2026.<\/p>\n<p>L'integrazione geografica rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente, per garantire l'immediata disponibilit\u00e0 dei servizi. Occorre che gli intermediari aderiscano agli schemi pertinenti e siano tecnicamente in grado di gestire le operazioni.<\/p>\n<p>Un secondo elemento riguarda le commissioni.<\/p>\n<p><strong>SEPA non stabilisce un prezzo unico e universale per ogni bonifico europeo.<\/strong> Nell'Unione europea, il regolamento 2021\/1230 prevede, per i pagamenti transfrontalieri in euro compresi nel suo ambito di applicazione, commissioni equivalenti a quelle applicate dallo stesso intermediario ai corrispondenti pagamenti nazionali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa necessariamente gratuit\u00e0. Se il servizio nazionale equivalente prevede una commissione, pu\u00f2 essere previsto un costo anche per il trasferimento transfrontaliero.<\/p>\n<p>Inoltre, alcune disposizioni europee sulle commissioni non si applicano automaticamente ai Paesi SEPA esterni all'Unione europea o allo Spazio economico europeo.<\/p>\n<p>Esiste poi la questione del cambio valutario. Un trasferimento in euro verso un conto denominato in un'altra valuta pu\u00f2 comportare costi di conversione, anche quando il pagamento utilizza gli standard SEPA.<\/p>\n<p>La comunicazione dei pagamenti SEPA deve quindi evitare formulazioni indistinte, come la promessa di trasferimenti sempre gratuiti o privi di costi aggiuntivi. Le condizioni effettive dipendono dal Paese coinvolto, dagli intermediari, dal tipo di operazione e dall'eventuale conversione valutaria.<\/p>\n<h2>Il linguaggio delle banche pu\u00f2 rendere difficile riconoscere il servizio<\/h2>\n<p>La scarsa familiarit\u00e0 con SEPA pone una questione che riguarda direttamente banche, istituti di pagamento e applicazioni finanziarie: quali informazioni vengono effettivamente comprese da chi deve trasferire denaro?<\/p>\n<p>Nelle interfacce bancarie convivono espressioni come bonifico ordinario, bonifico europeo, trasferimento internazionale, bonifico istantaneo e pagamento in valuta estera.<\/p>\n<p>Queste denominazioni non sono necessariamente equivalenti.<\/p>\n<p>Un bonifico internazionale pu\u00f2 utilizzare infrastrutture differenti a seconda della valuta, del Paese e degli intermediari coinvolti. Un bonifico SEPA \u00e8 invece un trasferimento in euro eseguito secondo uno specifico schema europeo. Il bonifico SEPA istantaneo costituisce una particolare modalit\u00e0 che permette, nelle condizioni previste dal servizio, di rendere disponibili i fondi al beneficiario entro dieci secondi.<\/p>\n<p>La semplice presenza di un acronimo nella schermata bancaria non assicura che il cliente ne conosca le caratteristiche.<\/p>\n<p>Una comunicazione pi\u00f9 comprensibile dovrebbe rendere riconoscibili la tipologia di pagamento, la valuta utilizzata, il tempo previsto per l'esecuzione e il costo applicato.<\/p>\n<p>Nel caso di trasferimenti verso Paesi che non adottano l'euro, l'utente dovrebbe poter distinguere le commissioni del pagamento dagli eventuali oneri di cambio.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 particolarmente rilevante per i lavoratori che inviano regolarmente denaro all'estero. Una differenza apparentemente modesta nel costo di una singola operazione pu\u00f2 incidere sulla spesa complessiva quando i trasferimenti vengono effettuati ogni mese.<\/p>\n<p>Una maggiore chiarezza potrebbe aiutare anche a distinguere i servizi effettivamente disponibili dalle possibilit\u00e0 teoriche offerte dall'appartenenza di un Paese all'area SEPA.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 della <strong>comunicazione dei pagamenti SEPA<\/strong> dipende dunque dalla capacit\u00e0 degli intermediari di tradurre regole tecniche in informazioni utilizzabili prima dell'operazione, anzich\u00e9 limitarsi a descrivere le caratteristiche del circuito.<\/p>\n<h2>Commissioni, cambio e tempi: le informazioni da rendere riconoscibili<\/h2>\n<p>Le norme europee forniscono gi\u00e0 alcuni riferimenti per valutare la trasparenza dei servizi.<\/p>\n<p>Il regolamento UE 2021\/1230 disciplina la parit\u00e0 delle commissioni per determinate operazioni transfrontaliere e contiene disposizioni specifiche sulla trasparenza dei costi di conversione valutaria.<\/p>\n<p>Prima di effettuare un bonifico online che comporta una conversione di valuta, il cliente deve ricevere informazioni chiare e comprensibili sull'importo del trasferimento e sui relativi costi, secondo le condizioni previste dalla normativa.<\/p>\n<p>Per confrontare due servizi, infatti, conoscere soltanto la commissione dichiarata non \u00e8 sempre sufficiente.<\/p>\n<p>Un operatore pu\u00f2 applicare una commissione esplicita relativamente contenuta, mentre un altro pu\u00f2 presentare condizioni differenti sul tasso di cambio. Il risultato economico dipende dall'insieme degli oneri e dall'importo effettivamente disponibile per il destinatario.<\/p>\n<p>Anche la modalit\u00e0 di ricezione del denaro modifica il confronto. Un trasferimento su conto corrente e un servizio che consente il ritiro immediato di contanti possono rispondere a esigenze differenti.<\/p>\n<p>La scelta dell'utente pu\u00f2 dipendere dall'accessibilit\u00e0 del conto bancario, dalla necessit\u00e0 di disporre di contanti, dalla facilit\u00e0 di utilizzo dell'applicazione e dalla familiarit\u00e0 con l'operatore.<\/p>\n<p>La ricerca della BCE richiama proprio questo limite strutturale. Secondo l'OeNB Euro Survey, circa met\u00e0 della popolazione albanese non dispone di un conto corrente o prodotto analogo. Le quote indicate sono del 25% in Romania e del 17% in Bosnia-Erzegovina.<\/p>\n<p>L'assenza di un conto utilizzabile impedisce a una parte dei consumatori di accedere direttamente ai bonifici SEPA, indipendentemente dalla conoscenza del servizio.<\/p>\n<p>Una campagna informativa pu\u00f2 quindi migliorare la capacit\u00e0 di confronto, ma non eliminare da sola gli ostacoli legati all'inclusione finanziaria.<\/p>\n<h2>Bonifici istantanei e verifica del beneficiario: le nuove regole da spiegare<\/h2>\n<p>Il tema della conoscenza dei servizi di pagamento europei assume ulteriore rilievo con l'applicazione del regolamento UE 2024\/886 sui bonifici istantanei.<\/p>\n<p>Nell'area euro, per gli intermediari soggetti alle scadenze ordinarie previste dal regolamento, l'obbligo di ricevere bonifici istantanei \u00e8 scattato il 9 gennaio 2025, mentre quello di consentirne l'invio \u00e8 entrato in vigore il 9 ottobre dello stesso anno.<\/p>\n<p>La normativa prevede anche che le commissioni applicate ai bonifici istantanei non siano superiori a quelle dei corrispondenti bonifici ordinari.<\/p>\n<p>Restano previste scadenze differenziate per determinate categorie di intermediari e per i Paesi dell'Unione europea che non utilizzano l'euro.<\/p>\n<p>L'introduzione di questi servizi aggiunge una responsabilit\u00e0 alla comunicazione bancaria: spiegare correttamente la differenza tra un bonifico tradizionale e uno istantaneo, evitando che la rapidit\u00e0 venga associata automaticamente a costi maggiori.<\/p>\n<p>Una novit\u00e0 significativa riguarda la <strong>verifica del beneficiario<\/strong>, conosciuta anche come <em>Verification of Payee<\/em>.<\/p>\n<p>Per gli intermediari dell'area euro interessati dalla scadenza del 9 ottobre 2025, il servizio deve consentire di controllare la corrispondenza tra il nome indicato dal pagatore e l'identificativo del conto del destinatario prima dell'autorizzazione del bonifico.<\/p>\n<p>Il controllo riguarda sia i bonifici ordinari sia quelli istantanei e deve essere offerto gratuitamente al pagatore.<\/p>\n<p>La verifica pu\u00f2 restituire risultati differenti, tra cui corrispondenza completa, corrispondenza parziale o mancata corrispondenza.<\/p>\n<p>La chiarezza dei messaggi mostrati durante questa procedura \u00e8 essenziale. Una segnalazione di mancata corrispondenza non deve essere confusa automaticamente con la prova di una frode, ma richiede che il cliente comprenda il possibile rischio e possa valutare i dati inseriti.<\/p>\n<p>Anche la distinzione tra pagamento ordinario e istantaneo dovrebbe risultare evidente prima della conferma dell'operazione, perch\u00e9 tempi di esecuzione e possibilit\u00e0 di intervenire successivamente sul trasferimento non sono necessariamente gli stessi.<\/p>\n<p>La comunicazione dei pagamenti SEPA comprende quindi anche istruzioni operative e avvisi di sicurezza, oltre alle informazioni sulle condizioni economiche.<\/p>\n<h2>Pi\u00f9 informazione non significa automaticamente cambiare abitudini<\/h2>\n<p>La BCE introduce un'importante cautela nell'interpretazione dei risultati dell'indagine.<\/p>\n<p>La maggiore conoscenza di un servizio finanziario non determina necessariamente un cambiamento nelle decisioni economiche. Gli autori richiamano, a questo proposito, un esperimento informativo relativo alle garanzie sui depositi bancari: migliorare le conoscenze delle famiglie pu\u00f2 produrre effetti limitati sulle loro scelte finanziarie.<\/p>\n<p>Il confronto viene utilizzato per evidenziare che informazione e comportamento devono essere analizzati separatamente.<\/p>\n<p>Anche nel caso dei pagamenti SEPA, sapere che esiste un sistema europeo di trasferimento in euro non significa necessariamente abbandonare un operatore gi\u00e0 utilizzato.<\/p>\n<p>Possono intervenire abitudini consolidate, esigenze pratiche, modalit\u00e0 di accesso al contante e differenze nella disponibilit\u00e0 dei servizi.<\/p>\n<p>L'indagine non permette di quantificare il numero di persone che sceglierebbero un bonifico SEPA dopo aver ricevuto informazioni pi\u00f9 dettagliate. Sarebbe quindi scorretto presentare il divario di conoscenza come una misura diretta delle somme che le famiglie stanno perdendo.<\/p>\n<p>La BCE propone comunque un esercizio di calcolo per rappresentare l'entit\u00e0 potenziale del problema economico.<\/p>\n<p>Applicando una commissione ipotetica del 5% ai flussi annuali di rimesse considerati, il costo corrisponderebbe a circa 140 milioni di euro per la Bulgaria e 130 milioni per l'Albania.<\/p>\n<p>Non si tratta di risparmi effettivamente misurati, n\u00e9 di una previsione dei benefici ottenibili attraverso una campagna informativa. Gli autori utilizzano queste grandezze per mostrare quanto possano pesare differenze relativamente contenute nelle commissioni applicate a trasferimenti ripetuti su larga scala.<\/p>\n<h2>La responsabilit\u00e0 degli intermediari nella comunicazione dei servizi europei<\/h2>\n<p>Il divario individuato dalla BCE richiama un problema pi\u00f9 ampio di alfabetizzazione finanziaria: la difficolt\u00e0 di riconoscere le caratteristiche dei servizi che si utilizzano.<\/p>\n<p>L'area SEPA \u00e8 stata costruita attraverso un lungo processo di armonizzazione delle regole tecniche e operative. La sua efficacia, dal punto di vista dell'utente, si manifesta proprio nella possibilit\u00e0 di effettuare trasferimenti internazionali senza dover conoscere i meccanismi che li rendono possibili.<\/p>\n<p>Questa semplificazione pu\u00f2 per\u00f2 avere un effetto collaterale. Quando l'infrastruttura diventa invisibile, diventa meno immediato riconoscerne le caratteristiche e confrontarla con altri sistemi.<\/p>\n<p>La questione assume particolare importanza nei Paesi che hanno aderito recentemente all'area SEPA, dove la disponibilit\u00e0 dei servizi pu\u00f2 svilupparsi gradualmente e la popolazione pu\u00f2 continuare a fare riferimento a canali di pagamento tradizionali.<\/p>\n<p>La <strong>comunicazione dei pagamenti SEPA<\/strong> richiede pertanto informazioni differenziate in base alle esigenze degli utenti. Una persona che effettua bonifici occasionali pu\u00f2 avere bisogno soprattutto di riconoscere costi e tempi di trasferimento. Chi invia periodicamente rimesse all'estero deve poter confrontare le condizioni economiche applicate ai diversi canali.<\/p>\n<p>Per gli intermediari, l'obiettivo non consiste necessariamente nel rendere familiare ogni sigla tecnica, ma nell'assicurare che il cliente comprenda quale servizio sta utilizzando e quali condizioni regolano l'operazione.<\/p>\n<p>Il risultato dello studio pubblicato il 3 novembre 2026 non autorizza a concludere che la comunicazione sia l'unica causa del limitato utilizzo dei bonifici SEPA in alcuni Paesi. Evidenzia per\u00f2 una differenza concreta tra l'estensione dell'integrazione finanziaria e la capacit\u00e0 dei consumatori di riconoscerne le opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tema diventa particolarmente rilevante mentre nuovi intermediari si preparano ad aderire agli schemi europei e l'applicazione delle regole sui pagamenti istantanei procede secondo le diverse scadenze normative.<\/p>\n<p>In questa fase, rendere comprensibili le condizioni dei trasferimenti transfrontalieri pu\u00f2 incidere sulle possibilit\u00e0 effettive di scelta delle famiglie. Il confronto deve avvenire prima dell'invio del denaro, quando l'utente pu\u00f2 ancora valutare la disponibilit\u00e0 del servizio, verificare il destinatario e conoscere l'importo complessivo dell'operazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno del 40% dei consumatori nei Paesi esaminati da una recente indagine europea dichiara di aver sentito parlare di SEPA, il sistema che permette di effettuare pagamenti in euro attraverso regole condivise tra 41 Paesi. 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