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Google, l’intelligenza artificiale spinge le ricerche: Alphabet registra la crescita più alta delle interrogazioni in cinque anni

Le ricerche effettuate su Google stanno aumentando a un ritmo che non si registrava da cinque anni. A comunicarlo è stato Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet e Google, durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre 2026, pubblicati il 28 ottobre. Un andamento che il gruppo collega agli investimenti nell'intelligenza artificiale e alla diffusione di nuove modalità di interrogazione del motore di ricerca, comprese quelle legate agli acquisti e alla scelta di prodotti e servizi.

La dichiarazione arriva insieme a risultati economici particolarmente significativi. Alphabet ha chiuso il periodo luglio-settembre con 127,6 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 25% rispetto allo stesso trimestre del 2025. La divisione Google Search & Other ha registrato un incremento del fatturato del 12%, mentre il gruppo sta progressivamente integrando risposte generate dall'AI, ricerca conversazionale e strumenti tradizionali.

Il dato più interessante riguarda però il comportamento degli utenti. L'intelligenza artificiale nelle ricerche Google sta modificando la formulazione delle domande, la quantità di informazioni inserite e le modalità attraverso le quali vengono individuate le risposte. La crescita delle interrogazioni suggerisce che le nuove funzionalità possano ampliare le occasioni di utilizzo del servizio, anche se i numeri pubblicati non permettono ancora di stabilire come questa trasformazione incida complessivamente sul traffico verso i siti esterni.

Le ricerche diventano più lunghe e articolate

Durante la presentazione dei risultati, Pichai ha illustrato alcune caratteristiche delle interrogazioni effettuate attraverso AI Mode, l'esperienza conversazionale integrata nella Ricerca Google.

Le richieste formulate in AI Mode sono mediamente tre volte più lunghe rispetto alle ricerche tradizionali. Inoltre, una ricerca su cinque effettuata globalmente attraverso questa modalità utilizza voce, immagini o documenti.

Si tratta di una differenza rilevante rispetto al funzionamento storico dei motori di ricerca, basato prevalentemente sull'inserimento di parole chiave. L'utente può descrivere una necessità attraverso una domanda articolata, aggiungere condizioni specifiche oppure fornire un'immagine come elemento iniziale dell'interrogazione.

Una ricerca commerciale, ad esempio, può contenere contemporaneamente informazioni sul prodotto desiderato, sulle caratteristiche considerate indispensabili e sulle limitazioni di budget. La capacità del sistema di interpretare una richiesta complessa riduce la necessità di suddividerla in numerose interrogazioni separate.

I dati presentati da Alphabet indicano anche il superamento di 50 miliardi di ricerche visive mensili, una misura che riguarda l'utilizzo delle immagini nella ricerca e che conferma l'importanza crescente degli strumenti multimodali.

Occorre tuttavia distinguere i diversi indicatori. La lunghezza delle richieste in AI Mode descrive una caratteristica di quella specifica esperienza, mentre il volume delle ricerche visive riguarda un insieme più ampio di interazioni. Non sarebbe corretto sommare queste misure o interpretarle come prova di un identico comportamento da parte di tutti gli utenti Google.

La crescita delle interrogazioni rappresenta un altro indicatore ancora. Alphabet ha comunicato che il tasso di aumento annuale delle ricerche è il più elevato degli ultimi cinque anni, senza pubblicare, nelle dichiarazioni di Pichai, una percentuale precisa riferita alla variazione complessiva del numero di query.

I risultati finanziari e il peso economico della Ricerca Google

Il terzo trimestre conferma il ruolo centrale della ricerca nell'attività economica di Alphabet.

Il fatturato consolidato è passato da circa 102,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2025 a 127,6 miliardi nello stesso periodo del 2026. Google Services, la divisione che comprende ricerca, pubblicità, YouTube e altri servizi destinati agli utenti, ha raggiunto 96,3 miliardi di dollari, con una crescita dell'11%.

Google Cloud ha registrato invece ricavi per 30,7 miliardi di dollari, più che raddoppiati su base annua. Quest'ultimo risultato riflette una dinamica commerciale distinta, legata anche alla domanda di infrastrutture e soluzioni di intelligenza artificiale da parte delle imprese.

L'incremento del 12% dei ricavi di Google Search & Other è particolarmente significativo perché riguarda un'attività consolidata, sulla quale Alphabet sta intervenendo con modifiche importanti all'esperienza degli utenti.

Resta però necessaria una distinzione tra crescita del fatturato pubblicitario, aumento delle ricerche e utilizzo delle funzionalità AI. Sono fenomeni collegati, ma non equivalenti.

Il fatturato può cambiare in funzione del volume delle inserzioni, dei prezzi pubblicitari, della composizione delle ricerche e delle condizioni del mercato. L'aumento delle interrogazioni, da solo, non consente di determinare quanto ogni ricerca produca in termini di ricavi.

Le dichiarazioni di Pichai attribuiscono agli investimenti nell'AI un contributo alla crescita dell'utilizzo della ricerca, comprese le interrogazioni commerciali. Non viene tuttavia fornita una scomposizione pubblica che permetta di quantificare quale percentuale della crescita derivi direttamente da AI Mode, dalle risposte sintetiche o dalle altre funzionalità introdotte.

Questa distinzione è essenziale anche per interpretare l'evoluzione del modello economico della ricerca.

AI Overviews e AI Mode cambiano il percorso verso le informazioni

L'intelligenza artificiale nelle ricerche Google si sviluppa attraverso strumenti che intervengono in momenti diversi dell'esperienza informativa.

AI Overviews permette di visualizzare riepiloghi generati automaticamente in risposta a determinate interrogazioni, accompagnati da riferimenti a contenuti disponibili sul Web. AI Mode consente invece di sviluppare richieste più articolate, approfondire argomenti attraverso domande successive e utilizzare informazioni provenienti da diverse modalità di input.

L'obiettivo descritto da Pichai è costruire un'esperienza continua tra ricerca tradizionale, AI Overviews e AI Mode.

La modifica ha conseguenze sulla struttura stessa della ricerca. In passato, davanti a una questione complessa, l'utente poteva effettuare numerose interrogazioni, aprire diversi risultati e confrontare autonomamente le informazioni raccolte. Le funzionalità generative consentono al sistema di svolgere una parte di questo lavoro attraverso risposte organizzate e collegamenti a documenti pertinenti.

Google utilizza anche una tecnica denominata query fan-out, che permette ai sistemi AI di effettuare più ricerche correlate su sottoargomenti e fonti differenti per costruire una risposta.

Il passaggio introduce nuove possibilità di consultazione, ma rende più articolato il rapporto tra il motore di ricerca e i produttori delle informazioni utilizzate.

Il 15 ottobre 2026 Google aveva annunciato aggiornamenti alle esperienze AI finalizzati a rendere più visibili i collegamenti alle fonti, con riferimenti inseriti direttamente nelle risposte e maggiori informazioni sui contenuti originali.

Questi interventi mostrano quanto l'accesso ai siti esterni rimanga un elemento importante dell'architettura della ricerca. La presenza di collegamenti, tuttavia, non permette di conoscere automaticamente quanti utenti decidano di seguirli.

Quali conseguenze per editori e siti di informazione

L'effetto dell'intelligenza artificiale nelle ricerche Google sull'editoria digitale rappresenta una delle questioni più delicate.

Le testate online dipendono in misura variabile dai motori di ricerca per raggiungere nuovi lettori. L'introduzione di risposte sintetiche modifica potenzialmente il percorso attraverso il quale un contenuto viene scoperto, consultato e utilizzato.

Una domanda informativa può ricevere una risposta direttamente nella pagina dei risultati. In altri casi, il riepilogo generato dall'AI può stimolare ulteriori approfondimenti e favorire la consultazione delle fonti citate.

Entrambe le situazioni sono possibili, ma i dati trimestrali di Alphabet non consentono di stabilire quale prevalga a livello generale.

Un aumento delle ricerche su Google non equivale necessariamente a un aumento delle visite ai siti editoriali. Allo stesso modo, la presenza di risposte generate dall'intelligenza artificiale non dimostra automaticamente una diminuzione dei clic verso i contenuti originali.

Per misurare questi effetti occorrono dati specifici sulle impressioni, sui clic, sulle percentuali di interazione e sulle visite effettivamente ricevute dagli editori, idealmente confrontati per tipologia di ricerca e periodo.

Google Search Console include le prestazioni delle funzionalità AI nei dati complessivi della ricerca Web. Questa impostazione consente di monitorare l'andamento del traffico organico, ma non offre, attraverso il normale rapporto sulle prestazioni, una separazione completa tra tutte le visite provenienti dalle diverse esperienze generative.

Diventa quindi necessario integrare le informazioni disponibili con i dati di analisi del sito, osservando l'andamento delle pagine, le interrogazioni che producono visite e il comportamento dei lettori dopo l'accesso.

Per una testata giornalistica, una valutazione accurata deve tenere conto anche della natura dei contenuti. Una notizia di servizio, un approfondimento specialistico e un'inchiesta originale rispondono a necessità informative differenti. Non è possibile presumere che l'introduzione dell'AI produca gli stessi effetti su tutte queste categorie.

Contenuti originali e riconoscibilità delle fonti

La trasformazione della ricerca rende particolarmente interessante il rapporto tra qualità editoriale e visibilità.

Le indicazioni tecniche di Google Search Central confermano che, per essere idonea alla comparsa come collegamento di supporto nelle funzionalità AI, una pagina deve essere indicizzata e possedere i requisiti necessari per comparire nella ricerca tradizionale con uno snippet.

Non sono richiesti particolari file dedicati all'intelligenza artificiale, né formati di dati strutturati creati esclusivamente per AI Overviews o AI Mode.

Restano rilevanti l'accessibilità dei contenuti, la corretta organizzazione del sito, i collegamenti interni e la pubblicazione di informazioni utili e affidabili.

Queste indicazioni non rappresentano una garanzia di presenza nelle risposte generate, ma chiariscono che l'evoluzione tecnologica non elimina i requisiti fondamentali di una pubblicazione digitale.

Per gli editori assume inoltre importanza la disponibilità di informazioni originali, documenti verificabili, aggiornamenti tempestivi e approfondimenti difficilmente sostituibili con descrizioni generiche.

La capacità di un contenuto di essere riconosciuto come fonte pertinente dipende da numerosi fattori e non può essere ricondotta alla semplice presenza di determinate parole chiave.

La questione economica rimane aperta: anche quando un articolo viene utilizzato come riferimento in una risposta AI, la sua visibilità non coincide necessariamente con una visita, né con un ricavo pubblicitario per l'editore.

Le interrogazioni commerciali diventano più dettagliate

Tra gli elementi evidenziati da Pichai compare la crescita delle ricerche commerciali, un segmento particolarmente importante per Google.

L'intelligenza artificiale nelle ricerche Google permette di formulare richieste che descrivono esigenze di acquisto attraverso criteri più numerosi e specifici. Questo può interessare sia i grandi operatori del commercio elettronico sia le imprese che utilizzano la ricerca per intercettare potenziali clienti.

Una domanda relativa all'acquisto di un elettrodomestico, per esempio, può comprendere dimensioni, consumi energetici, caratteristiche funzionali e fascia di prezzo. Il sistema può interpretare l'insieme dei requisiti e organizzare informazioni utili per il confronto.

Anche i contenuti commerciali devono quindi rispondere a richieste più articolate. Schede prodotto incomplete, informazioni poco aggiornate o descrizioni generiche possono risultare meno utili quando l'utente cerca di confrontare caratteristiche precise.

Dal punto di vista pubblicitario, Google sta sperimentando e introducendo formati progettati per queste nuove interazioni.

Il 28 ottobre, contemporaneamente alla pubblicazione dei risultati trimestrali, è stata annunciata l'espansione degli annunci in AI Mode in dieci mercati: Australia, Canada, India, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine e Singapore.

Per il quarto trimestre 2026 è stata inoltre indicata l'intenzione di estendere il servizio ad altri Paesi, tra cui Brasile, Messico e Regno Unito.

Negli Stati Uniti è stata annunciata anche l'introduzione di annunci nelle interrogazioni successive di una conversazione, una soluzione che consente di presentare contenuti sponsorizzati durante l'approfondimento progressivo di una ricerca.

Queste iniziative confermano l'interesse di Google a sviluppare nuovi modelli pubblicitari nell'esperienza conversazionale. Le caratteristiche e la disponibilità commerciale dei diversi formati restano tuttavia legate ai singoli mercati e alle fasi di distribuzione.

Dalle informazioni alle operazioni svolte dall'intelligenza artificiale

La prospettiva illustrata durante la presentazione dei risultati va oltre la generazione di risposte.

Pichai ha descritto l'espansione delle esperienze basate su agenti AI, sistemi progettati per assistere gli utenti nello svolgimento di attività come prenotazioni, compilazione di moduli, organizzazione di appuntamenti e acquisti.

Si tratta di un'evoluzione che potrebbe incidere ulteriormente sul rapporto tra ricerca, siti Web e servizi digitali.

Un sistema che aiuta a individuare un prodotto svolge una funzione informativa. Un sistema capace di intervenire anche nelle operazioni successive, quando autorizzato dall'utente, entra invece nel processo di utilizzo del servizio.

Le implicazioni riguardano la gestione delle informazioni commerciali, l'affidabilità dei dati, le autorizzazioni e la sicurezza delle transazioni.

Le dichiarazioni del 28 ottobre distinguono le funzionalità già utilizzate dagli utenti dalle successive estensioni previste per Google Search e per altri prodotti del gruppo. Non tutte le capacità descritte devono quindi essere considerate contemporaneamente disponibili in ogni Paese.

La direzione tecnologica indicata da Alphabet è comunque riconoscibile: ridurre la separazione tra ricerca di informazioni e svolgimento di attività, mantenendo la possibilità di utilizzare servizi esterni.

La crescita delle ricerche non misura ancora il traffico distribuito al Web

I risultati del terzo trimestre 2026 offrono un'indicazione precisa sulla tenuta economica di Google Search e sulla crescente diffusione delle sue funzionalità AI. Rimangono però diversi interrogativi riguardo alla distribuzione del valore generato.

L'intelligenza artificiale nelle ricerche Google può aumentare il numero di occasioni nelle quali gli utenti ricorrono al motore, favorire domande più complesse e modificare il modo in cui vengono valutate le offerte commerciali.

Per editori e imprese, il risultato effettivo dipenderà invece dalla visibilità ottenuta nelle risposte, dalla capacità di generare visite qualificate e dalle successive azioni degli utenti.

Le metriche finanziarie di Alphabet fotografano una crescita già realizzata. Le dichiarazioni sull'utilizzo della ricerca descrivono un cambiamento delle abitudini osservato dal gruppo. Nessuna delle due categorie di dati, presa isolatamente, permette di quantificare il traffico trasferito ai siti esterni.

La distinzione assume particolare rilevanza mentre Google continua a modificare la presentazione delle fonti e a introdurre nuove forme di interazione commerciale. Nei prossimi confronti sarà necessario considerare separatamente il numero delle interrogazioni, i ricavi pubblicitari, la presenza dei contenuti nelle risposte AI e le visite effettivamente ricevute dai siti.

È su quest'ultimo indicatore, ancora non quantificato nei risultati trimestrali del gruppo, che si concentrano molte delle conseguenze economiche per gli editori digitali.

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