Meno del 40% dei consumatori nei Paesi esaminati da una recente indagine europea dichiara di aver sentito parlare di SEPA, il sistema che permette di effettuare pagamenti in euro attraverso regole condivise tra 41 Paesi. Il dato emerge dall'analisi pubblicata il 3 novembre 2026 sul blog della Banca centrale europea, intitolata SEPA: Europe's unsung hero, firmata da Elisabeth Beckmann, Justus Meyer e Katharina Allinger.
La ricerca mette in evidenza una contraddizione: uno degli strumenti più importanti per l'integrazione finanziaria europea rimane poco riconoscibile proprio tra le persone che potrebbero beneficiarne. Molti cittadini utilizzano servizi bancari basati sugli standard SEPA senza conoscere il significato della sigla. Altri continuano a trasferire denaro attraverso canali alternativi, talvolta sensibilmente più costosi.
Il problema riguarda quindi anche la comunicazione dei pagamenti SEPA, soprattutto nei trasferimenti internazionali effettuati dalle famiglie. La disponibilità tecnica di un servizio non garantisce che gli utenti sappiano riconoscerlo, confrontarne i costi o valutarne la convenienza rispetto alle alternative.
Che cosa rivela l'indagine sulla conoscenza dei pagamenti europei
L'analisi della BCE utilizza i risultati dell'OeNB Euro Survey, l'indagine condotta dalla banca centrale austriaca sulle abitudini finanziarie delle famiglie dell'Europa centrale, orientale e sudorientale.
La rilevazione sulla conoscenza di SEPA riguarda Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia. L'esame dei canali utilizzati per ricevere rimesse si concentra invece su sei Paesi: Bulgaria, Romania, Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia.
Questa distinzione è necessaria per interpretare correttamente i risultati. Il dato relativo alla conoscenza di SEPA non rappresenta una percentuale riferita all'intera popolazione europea, ma ai consumatori dei Paesi considerati dalla ricerca.
L'indicazione più significativa riguarda la scarsa familiarità con il sistema, indipendentemente dalla durata della partecipazione del Paese all'area SEPA. Secondo gli autori, la maggiore anzianità di adesione non sembra tradursi automaticamente in una conoscenza più diffusa.
La ricerca evidenzia anche una relazione con le condizioni socioeconomiche. Le persone con redditi più elevati, livelli di istruzione superiori e maggiore alfabetizzazione finanziaria mostrano generalmente una conoscenza più alta degli strumenti di pagamento europei.
In particolare, i consumatori con istruzione terziaria presentano una probabilità di aver sentito parlare di SEPA superiore di circa 17 punti percentuali rispetto a quelli con istruzione primaria, secondo le stime riportate nell'analisi.
Un confronto particolarmente significativo riguarda le criptovalute. Nei Paesi esaminati, la conoscenza di questi strumenti risulta superiore a quella di SEPA, nonostante il possesso effettivo di cripto-attività rimanga limitato. La quota più elevata di possessori rilevata nell'indagine raggiunge il 6%.
Il confronto non dimostra che la maggiore notorietà delle criptovalute determini un loro utilizzo più intenso. Segnala piuttosto una distanza tra la visibilità pubblica attribuita a determinati strumenti finanziari e l'effettiva rilevanza dei servizi utilizzati quotidianamente dalle famiglie.
Il costo della scarsa informazione nei trasferimenti internazionali
Le conseguenze economiche della limitata conoscenza dei pagamenti SEPA emergono soprattutto nell'analisi delle rimesse, ossia del denaro inviato da lavoratori e residenti all'estero verso familiari o altri destinatari nel Paese d'origine.
Nei sei Paesi esaminati per questa parte della ricerca, circa un terzo dei destinatari riceve denaro contante attraverso parenti o amici, mentre un'altra quota di dimensioni analoghe utilizza operatori specializzati nel trasferimento fisico di denaro.
Le differenze nazionali sono rilevanti. In Albania, oltre la metà dei destinatari di rimesse ricorre a operatori di trasferimento monetario. In Bulgaria il sistema bancario è maggiormente utilizzato, ma gli operatori alternativi continuano a mantenere un ruolo importante.
L'entità dei flussi rende il fenomeno economicamente significativo. Secondo i dati richiamati dalla BCE, le rimesse in entrata superano i 2,5 miliardi di euro in Albania, dove rappresentano circa l'8,4% del prodotto interno lordo. In Bulgaria raggiungono quasi 3 miliardi di euro, con un'incidenza sul PIL pari al 2,1%.
Anche i costi dei trasferimenti variano considerevolmente.
Le elaborazioni basate sul database Remittance Prices Worldwide della Banca mondiale indicano che, nei corridoi di pagamento analizzati, i servizi che prevedono versamento e ritiro in contanti applicano generalmente commissioni comprese tra il 6% e il 12%. I trasferimenti digitali effettuati attraverso operatori non bancari possono presentare costi compresi tra l'1,5% e il 4,5%.
Questi intervalli derivano dall'esame di specifici collegamenti internazionali, tra cui Germania-Bulgaria, Spagna-Romania e Italia-Albania, con riferimento al terzo trimestre 2025. Non costituiscono tariffe valide per tutti gli operatori o per qualsiasi destinazione.
La BCE osserva che, per uno stesso trasferimento, la differenza tra i costi dei diversi canali può superare dieci punti percentuali.
È su questo terreno che la comunicazione dei pagamenti SEPA assume un'importanza concreta. Un utente che non conosce l'esistenza di un bonifico europeo disponibile attraverso il proprio conto potrebbe continuare a utilizzare un servizio più oneroso, senza avere gli elementi necessari per effettuare un confronto.
L'indagine, tuttavia, non dimostra che la scarsa conoscenza sia la causa diretta di ogni scelta di pagamento. Gli autori precisano che le evidenze raccolte non consentono di stabilire quanto cambierebbero le abitudini degli utenti in seguito a una maggiore informazione.
SEPA non significa automaticamente bonifici gratuiti
Una delle principali difficoltà nella comunicazione dei servizi europei riguarda la distinzione tra disponibilità dello strumento, condizioni economiche e regole applicabili.
SEPA, acronimo di Single Euro Payments Area, identifica l'area unica dei pagamenti in euro. Il sistema utilizza standard tecnici e regole condivise per rendere i trasferimenti tra conti di Paesi partecipanti comparabili a quelli nazionali.
La sua area geografica comprende 41 Paesi, inclusi Stati che non appartengono all'Unione europea o che non utilizzano l'euro come valuta nazionale.
Le regole comuni disciplinano diversi strumenti, tra cui i bonifici ordinari, quelli istantanei e gli addebiti diretti. Tuttavia, l'appartenenza geografica a SEPA non comporta automaticamente che ogni banca o prestatore di servizi di pagamento sia già operativo per tutti gli strumenti.
La BCE ricorda che Albania e Macedonia del Nord sono entrate nell'area geografica SEPA nel 2024, mentre la Serbia vi ha aderito nel 2025. La Bosnia-Erzegovina ha presentato domanda di adesione nell'agosto 2026.
L'integrazione geografica rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente, per garantire l'immediata disponibilità dei servizi. Occorre che gli intermediari aderiscano agli schemi pertinenti e siano tecnicamente in grado di gestire le operazioni.
Un secondo elemento riguarda le commissioni.
SEPA non stabilisce un prezzo unico e universale per ogni bonifico europeo. Nell'Unione europea, il regolamento 2021/1230 prevede, per i pagamenti transfrontalieri in euro compresi nel suo ambito di applicazione, commissioni equivalenti a quelle applicate dallo stesso intermediario ai corrispondenti pagamenti nazionali.
Ciò non significa necessariamente gratuità. Se il servizio nazionale equivalente prevede una commissione, può essere previsto un costo anche per il trasferimento transfrontaliero.
Inoltre, alcune disposizioni europee sulle commissioni non si applicano automaticamente ai Paesi SEPA esterni all'Unione europea o allo Spazio economico europeo.
Esiste poi la questione del cambio valutario. Un trasferimento in euro verso un conto denominato in un'altra valuta può comportare costi di conversione, anche quando il pagamento utilizza gli standard SEPA.
La comunicazione dei pagamenti SEPA deve quindi evitare formulazioni indistinte, come la promessa di trasferimenti sempre gratuiti o privi di costi aggiuntivi. Le condizioni effettive dipendono dal Paese coinvolto, dagli intermediari, dal tipo di operazione e dall'eventuale conversione valutaria.
Il linguaggio delle banche può rendere difficile riconoscere il servizio
La scarsa familiarità con SEPA pone una questione che riguarda direttamente banche, istituti di pagamento e applicazioni finanziarie: quali informazioni vengono effettivamente comprese da chi deve trasferire denaro?
Nelle interfacce bancarie convivono espressioni come bonifico ordinario, bonifico europeo, trasferimento internazionale, bonifico istantaneo e pagamento in valuta estera.
Queste denominazioni non sono necessariamente equivalenti.
Un bonifico internazionale può utilizzare infrastrutture differenti a seconda della valuta, del Paese e degli intermediari coinvolti. Un bonifico SEPA è invece un trasferimento in euro eseguito secondo uno specifico schema europeo. Il bonifico SEPA istantaneo costituisce una particolare modalità che permette, nelle condizioni previste dal servizio, di rendere disponibili i fondi al beneficiario entro dieci secondi.
La semplice presenza di un acronimo nella schermata bancaria non assicura che il cliente ne conosca le caratteristiche.
Una comunicazione più comprensibile dovrebbe rendere riconoscibili la tipologia di pagamento, la valuta utilizzata, il tempo previsto per l'esecuzione e il costo applicato.
Nel caso di trasferimenti verso Paesi che non adottano l'euro, l'utente dovrebbe poter distinguere le commissioni del pagamento dagli eventuali oneri di cambio.
Il problema è particolarmente rilevante per i lavoratori che inviano regolarmente denaro all'estero. Una differenza apparentemente modesta nel costo di una singola operazione può incidere sulla spesa complessiva quando i trasferimenti vengono effettuati ogni mese.
Una maggiore chiarezza potrebbe aiutare anche a distinguere i servizi effettivamente disponibili dalle possibilità teoriche offerte dall'appartenenza di un Paese all'area SEPA.
La qualità della comunicazione dei pagamenti SEPA dipende dunque dalla capacità degli intermediari di tradurre regole tecniche in informazioni utilizzabili prima dell'operazione, anziché limitarsi a descrivere le caratteristiche del circuito.
Commissioni, cambio e tempi: le informazioni da rendere riconoscibili
Le norme europee forniscono già alcuni riferimenti per valutare la trasparenza dei servizi.
Il regolamento UE 2021/1230 disciplina la parità delle commissioni per determinate operazioni transfrontaliere e contiene disposizioni specifiche sulla trasparenza dei costi di conversione valutaria.
Prima di effettuare un bonifico online che comporta una conversione di valuta, il cliente deve ricevere informazioni chiare e comprensibili sull'importo del trasferimento e sui relativi costi, secondo le condizioni previste dalla normativa.
Per confrontare due servizi, infatti, conoscere soltanto la commissione dichiarata non è sempre sufficiente.
Un operatore può applicare una commissione esplicita relativamente contenuta, mentre un altro può presentare condizioni differenti sul tasso di cambio. Il risultato economico dipende dall'insieme degli oneri e dall'importo effettivamente disponibile per il destinatario.
Anche la modalità di ricezione del denaro modifica il confronto. Un trasferimento su conto corrente e un servizio che consente il ritiro immediato di contanti possono rispondere a esigenze differenti.
La scelta dell'utente può dipendere dall'accessibilità del conto bancario, dalla necessità di disporre di contanti, dalla facilità di utilizzo dell'applicazione e dalla familiarità con l'operatore.
La ricerca della BCE richiama proprio questo limite strutturale. Secondo l'OeNB Euro Survey, circa metà della popolazione albanese non dispone di un conto corrente o prodotto analogo. Le quote indicate sono del 25% in Romania e del 17% in Bosnia-Erzegovina.
L'assenza di un conto utilizzabile impedisce a una parte dei consumatori di accedere direttamente ai bonifici SEPA, indipendentemente dalla conoscenza del servizio.
Una campagna informativa può quindi migliorare la capacità di confronto, ma non eliminare da sola gli ostacoli legati all'inclusione finanziaria.
Bonifici istantanei e verifica del beneficiario: le nuove regole da spiegare
Il tema della conoscenza dei servizi di pagamento europei assume ulteriore rilievo con l'applicazione del regolamento UE 2024/886 sui bonifici istantanei.
Nell'area euro, per gli intermediari soggetti alle scadenze ordinarie previste dal regolamento, l'obbligo di ricevere bonifici istantanei è scattato il 9 gennaio 2025, mentre quello di consentirne l'invio è entrato in vigore il 9 ottobre dello stesso anno.
La normativa prevede anche che le commissioni applicate ai bonifici istantanei non siano superiori a quelle dei corrispondenti bonifici ordinari.
Restano previste scadenze differenziate per determinate categorie di intermediari e per i Paesi dell'Unione europea che non utilizzano l'euro.
L'introduzione di questi servizi aggiunge una responsabilità alla comunicazione bancaria: spiegare correttamente la differenza tra un bonifico tradizionale e uno istantaneo, evitando che la rapidità venga associata automaticamente a costi maggiori.
Una novità significativa riguarda la verifica del beneficiario, conosciuta anche come Verification of Payee.
Per gli intermediari dell'area euro interessati dalla scadenza del 9 ottobre 2025, il servizio deve consentire di controllare la corrispondenza tra il nome indicato dal pagatore e l'identificativo del conto del destinatario prima dell'autorizzazione del bonifico.
Il controllo riguarda sia i bonifici ordinari sia quelli istantanei e deve essere offerto gratuitamente al pagatore.
La verifica può restituire risultati differenti, tra cui corrispondenza completa, corrispondenza parziale o mancata corrispondenza.
La chiarezza dei messaggi mostrati durante questa procedura è essenziale. Una segnalazione di mancata corrispondenza non deve essere confusa automaticamente con la prova di una frode, ma richiede che il cliente comprenda il possibile rischio e possa valutare i dati inseriti.
Anche la distinzione tra pagamento ordinario e istantaneo dovrebbe risultare evidente prima della conferma dell'operazione, perché tempi di esecuzione e possibilità di intervenire successivamente sul trasferimento non sono necessariamente gli stessi.
La comunicazione dei pagamenti SEPA comprende quindi anche istruzioni operative e avvisi di sicurezza, oltre alle informazioni sulle condizioni economiche.
Più informazione non significa automaticamente cambiare abitudini
La BCE introduce un'importante cautela nell'interpretazione dei risultati dell'indagine.
La maggiore conoscenza di un servizio finanziario non determina necessariamente un cambiamento nelle decisioni economiche. Gli autori richiamano, a questo proposito, un esperimento informativo relativo alle garanzie sui depositi bancari: migliorare le conoscenze delle famiglie può produrre effetti limitati sulle loro scelte finanziarie.
Il confronto viene utilizzato per evidenziare che informazione e comportamento devono essere analizzati separatamente.
Anche nel caso dei pagamenti SEPA, sapere che esiste un sistema europeo di trasferimento in euro non significa necessariamente abbandonare un operatore già utilizzato.
Possono intervenire abitudini consolidate, esigenze pratiche, modalità di accesso al contante e differenze nella disponibilità dei servizi.
L'indagine non permette di quantificare il numero di persone che sceglierebbero un bonifico SEPA dopo aver ricevuto informazioni più dettagliate. Sarebbe quindi scorretto presentare il divario di conoscenza come una misura diretta delle somme che le famiglie stanno perdendo.
La BCE propone comunque un esercizio di calcolo per rappresentare l'entità potenziale del problema economico.
Applicando una commissione ipotetica del 5% ai flussi annuali di rimesse considerati, il costo corrisponderebbe a circa 140 milioni di euro per la Bulgaria e 130 milioni per l'Albania.
Non si tratta di risparmi effettivamente misurati, né di una previsione dei benefici ottenibili attraverso una campagna informativa. Gli autori utilizzano queste grandezze per mostrare quanto possano pesare differenze relativamente contenute nelle commissioni applicate a trasferimenti ripetuti su larga scala.
La responsabilità degli intermediari nella comunicazione dei servizi europei
Il divario individuato dalla BCE richiama un problema più ampio di alfabetizzazione finanziaria: la difficoltà di riconoscere le caratteristiche dei servizi che si utilizzano.
L'area SEPA è stata costruita attraverso un lungo processo di armonizzazione delle regole tecniche e operative. La sua efficacia, dal punto di vista dell'utente, si manifesta proprio nella possibilità di effettuare trasferimenti internazionali senza dover conoscere i meccanismi che li rendono possibili.
Questa semplificazione può però avere un effetto collaterale. Quando l'infrastruttura diventa invisibile, diventa meno immediato riconoscerne le caratteristiche e confrontarla con altri sistemi.
La questione assume particolare importanza nei Paesi che hanno aderito recentemente all'area SEPA, dove la disponibilità dei servizi può svilupparsi gradualmente e la popolazione può continuare a fare riferimento a canali di pagamento tradizionali.
La comunicazione dei pagamenti SEPA richiede pertanto informazioni differenziate in base alle esigenze degli utenti. Una persona che effettua bonifici occasionali può avere bisogno soprattutto di riconoscere costi e tempi di trasferimento. Chi invia periodicamente rimesse all'estero deve poter confrontare le condizioni economiche applicate ai diversi canali.
Per gli intermediari, l'obiettivo non consiste necessariamente nel rendere familiare ogni sigla tecnica, ma nell'assicurare che il cliente comprenda quale servizio sta utilizzando e quali condizioni regolano l'operazione.
Il risultato dello studio pubblicato il 3 novembre 2026 non autorizza a concludere che la comunicazione sia l'unica causa del limitato utilizzo dei bonifici SEPA in alcuni Paesi. Evidenzia però una differenza concreta tra l'estensione dell'integrazione finanziaria e la capacità dei consumatori di riconoscerne le opportunità.
Il tema diventa particolarmente rilevante mentre nuovi intermediari si preparano ad aderire agli schemi europei e l'applicazione delle regole sui pagamenti istantanei procede secondo le diverse scadenze normative.
In questa fase, rendere comprensibili le condizioni dei trasferimenti transfrontalieri può incidere sulle possibilità effettive di scelta delle famiglie. Il confronto deve avvenire prima dell'invio del denaro, quando l'utente può ancora valutare la disponibilità del servizio, verificare il destinatario e conoscere l'importo complessivo dell'operazione.


