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Migliorare la mobilità analizzando i dati dei nostri spostamenti

Tutte le volte che si prende una bici dal servizio di bike sharing, oppure si usa lo smartphone per sbloccare uno scooter elettrico, o per fare un ordine a domicilio affidandosi ad un servizio di food delivery, si offre un aiuto potenzialmente importante per migliorare la mobilità e la vivibilità di una città.

Come mai? Perché in questo modo, non soltanto si inquina di meno in quanto non si utilizza l’autovettura, ma si contribuisce anche ad incrementare un set di informazioni che potrebbero risultare davvero preziose.

Dati sullo spostamento: una preziosa fonte di informazione

I dati prodotti dall’uso di bike sharing, car sharing, noleggio scooter, o dall’uso di servizi per le consegne di ordini a domicilio, o di quelli per prenotare mezzi di trasporto, o di altri servizi rivolti al pubblico per trasportare persone e merci, potrebbero essere utilizzati per avere informazioni preziose all’interno di un’area urbana.

Infatti, potenzialmente possono contribuire a migliorare la mobilità locale, in modo da ridurre per le strade il numero delle auto private, e limitare in un modo conveniente per tutti il traffico e l’inquinamento.

Per quale motivo? Perché conoscere i percorsi più utilizzati, e le zone più frequentate dai cittadini e da chi frequenta una città per lavoro o altri motivi, può servire per molteplici scopi: installare punti di ricarica per i mezzi elettrici, realizzare piste ciclabili, comprendere quali sono gli orari in cui conviene limitare il traffico in determinate zone della città, e tanto altro ancora.

A Los Angeles un eccellente sistema di racolta dati

Uno degli esempi più virtuosi dell’utilizzo delle informazioni relative ai servizi rivolti al pubblico per il trasporto di persone o merci, è il sistema di raccolta dati utilizzato inizialmente soltanto a Los Angeles.

In questa grande città statunitense, a partire dal 2014 la mobilità locale è cambiata profondamente.

L’amministrazione cittadina era impreparata ad affrontare l’emergere di servizi privati che permettono di affittare biciclette, e-bike, monopattini, automobili, scooter, o di affidarsi al trasporto in auto private diverse dai taxi. Ma ora le cose stanno diversamente.

In precedenza, le compagnie private che offrivano questi servizi rappresentavano un problema: utilizzavano le strade di Los Angeles per fare business, senza controlli e senza autorizzazioni.

Ma invece di risolvere il problema mettendo divieti e blocchi, l’amministrazione cittadina ha scelto di collaborare con tali aziende, e ciò che prima era una grana, si è trasformata in una grande opportunità.

Nel 2018 il dipartimento dei trasporti di Los Angeles ha infatti rilasciato il Mobility Data Specification (MDS), ossia una piattaforma che raccoglie i dati dei mezzi pubblici, dei taxi, dei servizi di trasporto di auto private alternative ai taxi, ma anche dei servizi per affittare auto, bici, e-bike, scooter, e monopattini, nonché dei tragitti dei mezzi usati dai rider per consegnare cibo o altri prodotti a domicilio.

Per ogni spostamento, il sistema MDS immagazzina in forma anonima le informazioni che sono state generate dal mezzo di traporto usato, oppure dallo smartphone di chi ha prenotato un servizio di noleggio dei veicoli, consegne a domicilio, trasporto in autobus o metropolitana, ecc.

Questi dati riguardano, tra le altre cose: il tempo di percorrenza, il percorso effettuato, i tempi, i costi, ma anche l’eventuale percentuale di carica (nel caso di un mezzo elettrico). Averli a disposizione, come già evidenziato in precedenza, può risultare benefico per la mobilità e vivibilità di un’area urbana.

In seguito, questo sistema è stato adottato anche da molte altre città americane, e di altre parti del mondo.

Per esempio, nella città di Noboken (nel New Jersey), con i dati del sistema MDS è stato deciso di limitare a 8 Km orari la velocità dei monopattini elettrici in determinate aree della città.

Tale decisione ha migliorato la situazione dei pedoni, i quali si lamentavano dei tanti incidenti verificatisi in precedenza.

Invece di vietarne l’uso in città, l’amministrazione cittadina di Noboken ha pertanto scelto di continuare a sfruttare il potenziale benefico per l’ambiente e per il traffico dei monopattini elettrici, regolandone l’utilizzo in maniera intelligente.

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